Il calcio muove i primi passi a Potenza nel 1919 per iniziativa di Alfredo Viviani, un giovane di Venosa, che fonda una polisportiva in un circolo dopolavoristico situato nei pressi dell’attuale Palazzo della Camera di Commercio e diretto dal potentino Alfonso Buoncristiano. Nasce così, all’indomani della fine del primo conflitto mondiale, lo “Sport Club Lucano”, con sezioni di calcio ed atletica leggera: il primo presidente è l’avvocato Leonardo Morlino che, per la sua competenza legale, formula anche il regolamento del sodalizio.

Nei primi mesi del 1921 arriva presso il 29° Reggimento di Fanteria di stanza a Potenza un folto gruppo di reclute proveniente da Casale Monferrato, culla del calcio italiano e fucina di tanti giocatori: questi militari arricchiscono in numero e qualità il neonato club e si adoperano anche per allestire un vero campo di gioco sul terreno di Piazza d’Armi di Monte Reale. In questi anni pionieristici gli incontri hanno carattere amichevole e l’attività del club si svolge prevalentemente entro i confini regionali, anche se non mancano le esibizioni dimostrative anche fuori della Lucania.

Nel 1925 la presidenza passa ad Alfredo Viviani. Altra data importante nel Potenza degli albori è l’ottobre 1933, quando i rossoblù esordiscono nel loro primo torneo ufficiale (si tratta del Campionato di Seconda Divisione Campana). L’anno seguente (1934/35) lo Sport Club viene ammesso in Prima Divisione, corrispondente all’attuale Serie C. Al termine della stagione 1935/36 si registra un’importante novità nella storia del sodalizio rossoblù che abbandona la denominazione di “Sport Club Lucano” per assumere quella di Potenza. Nel dicembre 1937, a soli 48 anni, scompare Alfredo Viviani lasciando un profondo vuoto nell’animo degli sportivi lucani che ottengono ben presto di intitolare alla sua memoria il nuovo stadio cittadino, sorto in origine col nome di Campo del Littorio e poi conosciuto anche come Campo Italia.

Negli anni seguenti si alternano alla presidenza i vari Buoncristiano, Santomassimo, Caputo, Barra e Bavusi, mentre tra gli atleti si mettono in luce i fratelli Brondi, Spanghero, Trevisan, Frattini, Castagneto, Polentarutti, Revelant, Rigotti e molti altri. In questo periodo il Potenza milita sempre in Serie C, cogliendo anche risultati prestigiosi (come il 10-0 inflitto al Manfredonia nel torneo 1939/40 che rimane la più larga affermazione interna dei rossoblù nei campionati professionistici) ed ottenendo piazzamenti dignitosi. Ma, con lo scoppio del secondo conflitto mondiale, il Potenza si trova ad affrontare nuovi problemi e deve convivere con evidenti difficoltà tecniche e logistiche: i tre campionati di guerra (stagioni 40/41, 41/42 e 42/43), conclusi sempre negli ultimi posti della classifica, fotografano bene il delicato momento dei rossoblù. Fortunatamente, un minimo di continuità dirigenziale in seno alla società permette allo Sport Club di non scomparire. Ma ormai la guerra soffoca tutto ed anche i campionati, per due anni, si fermano.

Passata la grande bufera della guerra mondiale, la vita, come lo sport, ricomincia ed il Potenza del commendator Domenico Calvi riparte da dove s’era fermato, la Serie C. Il primo torneo del nuovo corso (stagione 45/46), però, inizia male e finisce ancora peggio: la squadra infila una striscia di otto sconfitte iniziali consecutive e la situazione precipita quando alcuni calciatori lucani aggrediscono l’arbitro durante la trasferta di Nocera Inferiore. Morale: Potenza escluso dal campionato e tutti i giocatori lucani arrestati (tranne Salvatore Lasorella e Giuseppe Nigro). Questi due riescono poi a far liberare nelle 24 ore successive i compagni e, successivamente, la società viene riammessa. Tutto bene? Macchè!… Si riprende a giocare (e perdere) fino alla gara interna con la Bagnolese, quando gli atleti lucani si rendono protagonisti di un nuovo episodio di violenza nei confronti del direttore di gara. Stavolta nessun arresto, ma la squadra è definitivamente radiata.

Per fortuna in piena estate l’amnistia in occasione dell’avvento della Repubblica permette ai rossoblù di disputare nuovamente la Serie C. Le due stagioni successive sono prive di episodi turbolenti e questa ritrovata serenità permette la disputa di discreti tornei. Nell’estate del 1948, con la riforma dei campionati, il Potenza viene inserito in un girone con squadre siciliane. Per affrontare le lunghe e costose trasferte, il nome del sodalizio rossoblù viene abbinato a quello dello stabilimento di acque minerali “Monticchio”: tale accoppiata, uno dei primi esempi di sponsorizzazione nel panorama del calcio italiano, non porta però fortuna alla squadra che al termine della stagione 48/49 retrocede in Promozione Interregionale

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