di Pasquale Scarano

L'ultimo match dell'anno consegna alla storia il primato invernale del Potenza, che è riuscito a battere un Molfetta combattivo e per nulla rassegnato al ruolo di cenerentola che la classifica le attribuiva. Schierata con un 4-5-1 teoricamente estremamente prudenziale, la Fulgor, guidata in panchina dal suo presidente-allenatore Mauro Lanza, giostrava corta e compatta nei reparti, chiudendo le fasce laterali e disinnescando, in tal modo, i due esterni offensivi del Potenza, Guaita e Berardino.

I bianco-rossi si sistemavano con l'estremo figliola, Lenoci e Basta centrali difensivi, Donvito e Rizzi sugli outs, in mezzo al campo Guadalupi( omonimo del potentino Mirko ) metodista con Tenneriello e Cifarelli e Marzio ai fianchi e Petitti sulla ¾ in copertura, ad innescare l'unica punta Savasta. I rosso-blu schematizzavano uno sbilanciato 4-2-4, con Breza tra i pali, Ungaro e Di Somma, reparto difensivo centrale, Biancola e Panico sulle fasce laterali, dove, più in avanti erano collocati Guaita e Berardino, a presumibile sostegno dei 2 centrocampisti Esposito e Diop, spesso troppo soli per impostare manovre efficaci per il duo offensivo Franca-Siclari. In pratica, gli “ sparlotti” dal nome di un pesce adriatico, riuscivano con un pressing intenso ad asfissiare la manovra dei leoni, a centrocampo sempre in inferiorità numerica, con Esposito e Diop a sudare le fatidiche 7 camicie per combinare qualcosa di decente.In questo quadro complicato per il Potenza, i protetti di San Corrado ( vedi stemma della fulgor ) lanciavano spesso nella mischia un indiavolato Petitti, che non solo faceva ballare Biancola, ma imperversava lungo il fronte difensivo dei leoni mettendo in affanno anche i due centrali.A parte una conclusione di Guaita al 1° che impegnava il portiere Figliola, si registrava, al 9°, una botta a giro, scagliata dal limite dell'area da Petitti, che impegnava Breza in uno spettacolare intervento. Lo stesso Petitti, al 28°, dopo uno scambio con Savasta, dalla media distanza indirizzava all'incrocio, dove Breza riusciva ad arrivare e respingere.Ancora Petitti, 2 minuti dopo, metteva in movimento Marzio che, in area, per fortuna del Potenza sciupava indecorosamente.Il Potenza riusciva a rendersi pericoloso solo al 45°, quando Berardino lanciava Panico, il cross del quale veniva raccolto da Siclari, che con un colpo di testa colpiva in pieno la traversa.Terminava, quindi il primo game sul risultato in bianco, ma con gli sparlotti più incisivi dei leoni.

Nella 2° frazione i leoni entravano con un piglio combattivo ed al 9° riuscivano a trovare la conbinazione vincente; pallone scagliato in area, respinto e recuperato da Berardino, il quale con un delizioso assist consentiva al piattone volante di Franca, di entrare in azione scaraventando il pallone in rete.Il match sembrava aver preso una piega positiva per i rosso-blu ma, al 14°, proprio Petitti dal limite dell'area piccola sprecava inopinatamente l'occasione del pareggio.I bianco-rossi cambiavano assetto nelle azioni d'attacco schierando un 4-3-3 che produceva, nel giro di qualche minuto le incursioni di Tenneriello e Savasta, le conclusioni dei quali erano neutralizzate da Breza, con il centravanti pugliese ancora lanciato in area, autore di un tiro-cross che attraversava tutto lo specchio della porta potentina. Mister Ragno correva ai ripari ed inseriva un centrocampista in più, Coppola, che rilevava Beradino e Coccia che dava il cambio ad uno stremato Guaita, non più in grado di fare le 2 fasi difesa-offesa.

Al 26°, quindi, Ungaro su corner la metteva dentro, ma l'arbitro annullava per off-side.Nello stesso minuto, il neo-entrato Coppola costringeva, con un missile indirizzato sul 1° palo, il portiere avversario ad un acrobatico intervento, sventando la 2° segnatura.Nel frattempo i bianco-rossi accusando un calo fisico, perdevano lucidità e compattezza, nonostante le sostituzioni ed il match, controllato dal Potenza scivolava senza intoppi particolari fino al 95°, con il successo dei padroni di casa, i quali, con la vittoria, riprendevano la testa della classifica, laureandosi campione d'inverno. In ultima analisi si può affermare che la strada del successo finale per i rosso-blu, sarà sicuramente irta d'insidie, alle quali gli uomini di ragno dovranno prepararsi sia da un punto di vista atletico, sia tattico, in prospettiva dello scontro titanico con la Cavese. Infine, solo un'osservazione: i leoni con un uomo in più a centrocampo ( vedi l'entrata di Coppola ), risultano essere molto più equilibrati ed in grado di gestire il gioco. Chi vuol intendere, intenda.

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