di  Pasquale Scarano

L'epilogo del confronto tra Altamura e Potenza consegna alla storia il successo esterno degli uomini di mister Ragno, che guidati dal “pirata “ Franca, con un abile colpo di mano, pardon di piede,hanno  affondato il naviglio dei padroni di casa, che nel corso della battaglia calcistica, hanno pian piano perso la bussola e la rotta. La realtà storica pretende verità sull'andamento di un confronto che s'è rivelato duro, combattuto, agonisticamente serrato, ma privo di limpide espressioni tecniche che dovrebbero nobilitare la qualità dello spettacolo. In poche parole, un incontro decisamente inguardabile. Le due formazioni si sono schierate a specchio entrambe con il 3-5-2 annullandosi per lunghi tratti del match.

I bianco-rossi con Morelli tra i pali avevano nel pacchetto arretrato Gambuzza, Di Benedetto e Caldore, mentre in mezzo al campo giostravano Ostuni, Montemurro e Lucchese con Casiello e Clemente sugli esterni ed in attacco D'Anna, più trequartista e Santaniello come terminale della manovra. I rosso-blù sceglievano un atteggiamento prudente e, pur gestendo il pallone più degli avversari, non riuscivano a rendersi realmente pericolosi.I leoni presentavano Breza in porta con il trio arretrato Bertolo Ungaro e Di Somma, Esposito, Coppola e Schisciano a centrocampo, sostenuti sugli outs da Guaita e Vaccaro e con Franca e Siclari a caccia di gloria.Nei primi 10 minuti del confronto nulla d'importante ha ravvivato l'attenzione di un gremitissimo pubblico e dal 14° al 28° si segnala solamente il conto dei corners, 2 per  parte, con un pregevole colpo di tacco, al 38°, da parte di D'Anna, sempre da angolo, che mandava il pallone ad attraversare tutta l'area dei leoni.

Nel frattempo tra spinte ed abbracci Ungaro riusciva a collezionare il primo cartellino giallo.Successivamente, per ben due volte, al 43° ed al 44° D'Anna innescava il centravanti Santaniello il quale, nella 1° sciupava miseramente e, nella 2° veniva neutralizzato da un prodigioso Di Somma.Quindi, al 47°, Ungaro stendeva un avversario a centrocampo rimediando il 2° giallo ed il conseguenziale cartellino rosso.La 1° frazione di gioco terminava con il risultato in bianco.

Nel 2° game i leoncelli della murgia si lanciavano all'attacco costringendo gli esterni rossoblu a indietreggiare in difesa, ma senza alcun apprezzabile risultato balistico, a parte i corners conquistati ed al 14° un colpo di testa di Di Benedetto parato centralmente da Breza. A proposito del portiere, pur se un attimo dopo riusciva in qualche modo a rimediare, talvolta nelle uscite mostrava di avere indecisione e scarso senso del tempo giusto per intercettare i palloni. Ma al 19° cambia tutto; Guaita si rompe di fare il terzino, si catapulta in area avversa tirando verso lo specchio della porta, dove, la respinta di Morelli trovava pronto Franca a ribadire in rete per il vantaggio del Potenza.

I leoni in dieci in vantaggio, con Ragno che pur non progettando grandi geometrie, si affida alla classe cristallina dei suoi uomini per risolvere le situazioni più intricate. Nel frattempo i leoni erano passati al 4-4-1, con Siclari che, fino alla sostituzione con Coccia, faceva il centrocampista aggiunto in copertura. Ed a proposito di copertura Biancola, Diop, Russo e Di Senso che rilevavano Guaita, Siclari, Franca e Vaccaro, assicurando, in tal modo maggiore solidità difensiva.I leoncelli, dal canto loro tentavano negli ultimi 25  minuti di assaltare il fortino di Breza con un offensivo 3-3-4,dove, prima Santaniello sforbiciava al volo sfiorando il palo e poi Figlioia, appena entrato, con una splendida girata di testa, da un cross del solito D'Anna, otteneva lo stesso risultato. Ma l'ultima fiammata era ancora dei leoni con Coccia che s'involava in contropiede e serviva Di Senso in maniera impeccabile, la conclusione del quale faceva la barba al palo. In ultima analisi è stato un match dove hanno vinto la qualità, il cinismo e la sagacia tattica dei rosso-blu, che in inferiorità numerica hanno avuto gioco facile dei bianco-rossi, buona squadra, ma priva del marpionismo degli avversari e senza le spiccate caratteristiche offensive necessarie per andare a rete.

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