di Pasquale Scarano

La storia del match tra Potenza e Taranto non ha lasciato dubbi circa l'esito del confronto, che ha visto i leoni aggredire da subito gli avversari, con un ritmo arrembante, pressing alto e manovre tecnicamente d'alta scuola. L'approccio degli uomini di Ragno ha annichilito le ambizioni degli ionici, mostrando un calcio funambolico ed allo stesso tempo essenziale, che ha aperto al Potenza la strada della serie C.

I rossoblù di casa schieravano, con il 3-5-2, Breza tra i pali, Russo, Di Somma e Bertolo nel pacchetto arretrato, in mezzo al campo Esposito playmaker d'eccezione, affiancato da Coppola e Guadalupi ed il sostegno sulle corsie esterne di Guaita e Panico, alla ricerca delle occasioni per innescare il tantem Franca e Siclari.

I delfini giostravano con il 4-3-1-2, dove Pellegrino interpretava il ruolo di estremo difensore, D'Angelo e Miale centrali difensivi, Corbier e Cacciola difensori esterni, al centro campo Galdean in mediana, con Marsili e Palumbo interni, D'Agostino trequartista e Favetta ed Ancora alla ricerca di gloria in attacco.

Il Potenza nei primi 10° si proiettava in avanti e da un corner di Esposito scaturiva il gol di testa di Russo/Corbier al 12° di gioco. Tre minuti dopo una ripartenza di Panico sfociava in un servizio per Guaita, il quale tirava sul portiere in uscita.

Lo stesso attaccante, su un lancio sontuoso di capitan Esposito in velocità metteva in condizioni Guadalupi di concludere ma il tiro era alto sulla traversa. Lo stesso centrocampista si proiettava in area e metteva Guaita in condizione di concludere a rete, con un tiro di esterno sul secondo palo, per il raddoppio del Potenza.

La reazione dei delfini era alquanto inconsistente mentre il Potenza al 34° con un doppio scambio Franca Siclari Franca consentiva al centravanti potentino di angolare sul secondo palo un tiro imprendibile, pre il 3-0 dei leoni.

Successivamente un incursione Guaita-Guadalupi, metteva per quest'ultimo, su un piatto d'argento l'opportunità da rete, ma il centrocampista potentino tirava sul fondo. Terminava in tal modo il primo game con il triplo vantaggio dei lucani.

La seconda frazione di gioco rappresentava la reazione degli ionici, già dal secondo minuto di gioco quando D'Agostino costringeva Breza alla respinta ed dall'ottavo minuto in cui Favetta in area inceneriva Panico e concludeva costringendo Breza in angolo, i delfini, quindi si attestavano con il 4-3-3 nel quale mister Cazzarò sostituiva il centrocampista Galdean con l'attaccante Diakitè.

In seguito, per alcuni tratti il Potenza riusciva a controllare il gioco ma il Taranto, al 25°, si portava in avanti con Favetta che imbeccava Diakitè, il cui tiro prendeva in pieno il palo alla destra di Breza, con il difensore Russo che sbrogliava la situazione in out. Il Potenza ribatteva al 28° con una conclusione dal limite di Esposito che induceva il Portiere ad un difficile intervento.

Ma al 44° D'Agostino innescava Diakitè il q uale s'inseriva in area e con un diagonale segnava il punto della bandiera per i delfini. Infine, al 47° Coccia, neo entrato al posto di Guaita in veloce ripartenza tirava in porta costringendo Pellegrino alla respinta, sulla quale Siclari centrava clamorosamente il palo. Trascorrevano i 5° di recupero sanciti dal direttore di gara, e cominciavano i festeggiamenti del popolo rossoblù, che invadeva il campo stringendo in un caldo abbraccio i propri eroi di giornata, capaci di regalare la realizzazione di un sogno ad un'intera città.

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