Secondo pareggio consecutivo per il Potenza, il primo in trasferta, il quinto totale. I rossoblu vengono per la terza volta raggiunti dopo essere passati in vantaggio, segno che ancora manca quella capacità di chiudere gare decisamente alla portata dei ragazzi di Raffaele. La cosa più preoccupante è stata l’involuzione del gioco dei lucani, incapaci di gestire il possesso palla, con giocate diventate prevedibili, lente, spesso alla ricerca della teatralità più che della concretezza, e se aggiungiamo che di fronte non c’era il Barcellona (e nemmeno un Matera tutto nervi e difesa) ma un mediocre Bisceglie, allora ci si rende conto di quanto bisogna ancora lavorare per rendere fluida la manovra rossoblu.

Il risultato? Una partita brutta, noiosa, a lunghi tratti soporifera, accesa più da fiammelle che da fiammate di gioco, basti pensare che i portieri non hanno fatto nessuna parata.

Eppure il Potenza comincia che meglio non può. Dopo appena otto minuti è già in vantaggio con l’unica vera bella azione, giocata come il Calcio (con la C maiuscola) comanda, di tutta la gara: tre tocchi di prima e Genchi si trova a tu per tu con Crispino. Il delizioso pallonetto che esce dal ferro da stiro sinistro dell’attaccante lucano è da applausi.

Dopo il gol, purtroppo, seguono 80 minuti di totale apatia. Una serie interminabile di passaggi fuori misura, controlli di palla tra l’intersociale e il parrocchiale, e la strabiliante capacità di scegliere sempre la cosa sbagliata lascia quasi incredulo lo sventurato spettatore di questa partita. Come al 22°, quando un passaggio fuori misura di Genchi, a centrocampo, lascia la retroguardia rossoblu completamente scoperta ma, per fortuna del Potenza, l’azione che ne viene fuori dai piedi dei calciatori in casacca nerazzurra è da sagra degli orrori.

Al 38° Il Potenza reclama un rigore per una trattenuta su França ma l’arbitro lascia proseguire. Al 43° ci prova Risolo dalla lunga distanza ma l’unico a preoccuparsi è il proprietario di una vetreria ubicata a due chilometri dallo stadio.

Nella ripresa, al 53°, il Bisceglie va davvero vicino al pareggio. Una serie di conclusioni ribattute in area del Potenza, tra cui un provvidenziale intervento di schiena di Di Somma su tiro di Risolo a botta sicura, fanno arrivare la palla a Jakimovski che dalla sinistra mette in mezzo all’area piccola un pallone basso, velenosissimo, su cui si avventa De Sena che svirgola miseramente permettendo alla difesa potentina di allontanare la minaccia.

Al 58° azione di Piccinni che arriva sul fondo e pennella un cross morbido per la testa di Genchi che altrettanto morbidamente la rimette verso la porta, nulla di fatto.

Al 71° Ancora De Sena prova a raddrizzare la partita, ma il suo tiro sottoporta si perde nella ionosfera.

In pieno recupero il Bisceglie pareggia. Azione sulla destra dei padroni di casa con cross in aerea per Markic lasciato colpevolmente solo dalla difesa rossoblu completamente schierata. Il difensore bosniaco ha tutto il tempo per controllare il pallone, girarsi e battere con un bel tiro Ioime, forse coperto da un paio di giocatori in casacca nerazzurra.

A questo punto il caos. Le urla di gioia dei tifosi biscegliesi, si trasformano in grida di disperazione quando vedono la bandierina alzata del guardalinee a segnalare un fuorigioco. Le imprecazioni nella misteriosa lingua indigena (che qualcuno fa derivare direttamente alla fonetica dell'Uomo di Neanderthal, quando ancora non erano state inventate le vocali) scatenano l’ira anche dei giocatori. Si accende un parapiglia attorno all'assistente arbitrale che si vede circondato e minacciato di morte in 27 lingue diverse. A portare la calma ci pensa l’arbitro che, dopo aver espulso  Bottalico e Genchi, decide che forse è meglio uscire vivi da Bisceglie e così convalida il gol (a onor del vero nessun calciatore del Potenza protesta subito dopo il gol ritenendolo loro stessi regolare).

La partita finisce 1 a 1. Giusto? Sbagliato? Tutta colpa dell’arbitro? Sfiga? Di temi ce ne sono per discutere fino a domenica prossima con gli amici al bar.

Io posso dire solo che ho visto una partita brutta, con un Potenza sottotono, a tratti anche distratto e disordinato, con poche idee, che potrebbe sicuramente fare meglio, molto meglio, soprattutto con squadre di caratura inferiore, vista anche la qualità dei giocatori rossoblu.

Purtroppo se le partite non si chiudono per tempo, se non si comincia a volare più in alto, alla fine il muso da qualche parte si sbatte.

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