Ancora un pareggio per il Potenza, il sesto in stagione, il secondo consecutivo fuori casa. Per la quarta volta i lucani vengono raggiunti dopo essere passati in vantaggio ma questa volta con grande merito da parte della Cavese che, su un campo ridotto a una palude, riesce a raddrizzare una partita dominata dai rossoblu nel primo tempo ma scomparsi dai radar nella ripresa.

Il Potenza si schiera col solito 4-3-3 con Genchi preferito a Strambelli sulla fascia sinistra e Matera a dare equilibrio al centrocampo al posto di Dettori e in difesa, dal primo minuto, Panico sulla corsia di sinistra, un turnover anticipato da mister Raffaele in vista del turno infrasettimanale col Trapani.

Il tema della partita sembra ben chiaro già dai primi minuti, Cavese impegnata a scardinare con azioni ragionate la difesa rossoblu e il Potenza a infilarsi tra le larghe maglie della retroguardia metelliana con rapidi giocate in contropiede. Le sortite lucane sembrano essere più efficaci, all’11° è Coccia a rendersi pericoloso con un tiro di poco alto sulla traversa. Un minuto dopo è Emerson con una punizione delle sue a colpire il palo alla destra di Vono.

La Cavese si rende pericolosa al 19°: Elia dal fondo serve Bettini che calcia a botta sicura, ma sulla sua strada incontra la deviazione di Sales che spedisce in calcio d’angolo.

Pochi minuti dopo è ancora il Potenza ad andare vicino al gol con Genchi che entra in area, dopo un tunnel a Manetta, e calcia forte in porta ma il suo tiro viene deviato in angolo.

Al 25° Genchi non sbaglia. Lanciato da França si fa 30 metri in velocità e appena entrato in area lascia partire una mazzata di sinistro che si insacca alle spalle di Vono.

Subito dopo il gol l’arbitro decide di fermare il gioco per ben cinque minuti quando vede l’elegante pubblico della selezionatissima tribuna di casa aggredire verbalmente, e non solo, i familiari e alcuni dirigenti rossoblu costringendoli a una ritira strategica per evitare aggressioni ben più violente. Alla fine a farne le spese è uno steward trasportato in ospedale per una caduta causata dagli spintoni dei facinorosi. Per fortuna sembra trattarsi solo di qualche lieve contusione. Certo è che sulle di tribune di Cava siedono molte teste altrettanto cave.

Dopo la pausa rissa la partita riprende con una Cavese ringalluzzita. Al 36° Ioime è costretto a immolarsi su Rosafio che si butta a valanga su un retropassaggio di Panico.

Al 42° França si lancia nella metà campo avversaria palla al piede e con una serie di finte e controfinte si porta al tiro ma Vono dice ancora di no.

Poi un’occasione per parte nel lungo recupero del primo tempo, prima il Potenza va vicino al raddoppio con Genchi servito in area da Panico ma il tiro è da dimenticare e poi tocca alla Cavese con una staffilata da fuori area di Migliorini su cui ci arriva in tuffo Ioime a deviare in angolo.

Finisce così un primo tempo appassionante, molto combattuto, con occasioni da entrambe la parti, che rendono la partita emozionante e bella da vedere.

Poi però dagli spogliatoi torna solo la Cavese probabilmente rinfrancata da un tè molto più ricco di sali minerali e vitamine di quello bevuto dal Potenza che per tutti i secondi quarantacinque minuti pensa solo a difendersi. E così le azioni dei campani si susseguono a ritmo tambureggiante, il numero di angoli per gli aquilotti non si contano più, ed è proprio da un angolo che al 62° i metelliani pareggiano. Sulla palla scodellata in area si butta Palomeque che di testa anticipa Emerson e batte Ioime.

A questo punto la Cavese ci crede. Al 67° Migliorini dalla lunga distanza lascia partire un bolide indirizzato all’incrocio dei pali alla destra di Ioime, ma la risposta del portiere rossoblu è superlativa.

Ancora Miglorini ci prova un minuto dopo, sempre da lontano, ma stavolta la palla si spegne sul fondo.

Al 79° bellissima azione in velocità della Cavese che arriva in area con una serie di passaggi di prima ma, per fortuna del Potenza, sbaglia proprio l’ultimo controllo.

Poi, su un calcio d’angolo, vengono buttati giù contemporaneamente Sales e França, dopo che al brasiliano era stato più volte impedito da Manetta di smarcarsi con trattenute, spintoni, abbracci affettuosi, ma l’arbitro, spesso appartenente a una specie priva di spina dorsale, invece concedere un evidentissimo calcio di rigore per il Potenza,  fischia un assurdo fallo in attacco.

La beffa vera però arriva all’88° quando ancora Manetta si butta a terra dopo un contatto con França simulando un agguato mortale da parte del brasiliano e l’arbitro, commosso dall’interpretazione del difensore campano, estrae il cartellino rosso mandando anzitempo negli spogliatoi l’attaccante rossoblu.

La partita si conclude dopo quattro minuti di recupero in cui non succede più nulla.

Alla fine il pareggio è un risultato giusto. La Cavese ha più che meritato il punto ottenuto con grinta e determinazione soprattutto considerando una ripresa dove il Potenza si è affacciato pochissimo dalle parti di Vono dando l’impressione di voler tornare da Cava con quell’1 a 0 che non sembra proprio essere in grado di difendere.

Comunque c’è poco tempo per recriminare, mercoledì al Viviani arriva il Trapani in cerca disperatamente di punti dopo la sconfitta interna con la Juve Stabia. I lucani, che saranno orfani di França, dovranno uscire mentalmente il prima possibile dal pantano del Lamberti.

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