di Pasquale Scarano

Sembrava un'operazione bancaria quella del Potenza, nel confronto con la Vibonese battuta col minimo scarto, condotta all'insegna del risparmio di energie fisiche e nervose, e di diversi titolari temporaneamente fuori formazione.

I leoni, sornioni, hanno anche lasciato campo agli avversari, incapaci di concludere verso la porta avversaria, ed improvvisamente hanno colpito al 49° 1°t, con chi non te l'aspetti, Bacio terracino, dribbling e palla raso-terra sul 2° palo, servito da un assist al..bacio dello stantuffo Panico. Gli ipponici arzigogolavano con un asfittico possesso-palla senza scoccare nemmeno un vero tiro in zona Ioime; solo qualche cross insidioso ed una sola conclusione sul fondo dell'attaccante Bubas all'inizio del secondo tempo, poi null'altro. Nelle strategie difensive, però, i monteleonesi riuscivano, a parte il goal subito, spesso a farla franca, visto che proprio il centro-avanti non era schierato.

Dall'esame tattico del match emerge l'assetto ultra-offensivo dei rosso-blu consistente nel solito collaudato 3-4-3: Ioime a guardia dei pali, Emerson, Giosa e Sales baluardo difensivo, Matera e Coppola interni addetti alla costruzione del gioco, con Guaita e Panico incursori esterni, ed il trio offensivo Terracino, Murano e Ricci. I rosso-blu calabresi si presentavano con un equilibrato 4-3-2-1 dove Zaccagno era l'estremo difensore, Silvestri e Altobello centrali arretrati, Ciotti e Tito terzini di fascia, quindi Scaccabarozzi, Donnarumma e Rezzi in mezzo al campo, con Melillo e Taurino, non solo interdittori a centrocampo, ma anche trequartisti alle spalle di Bubas unica punta di movimento. La storia del match non lascia nulla da tramandare alla storia, per il gioco alineare, complicato e spezzettato, interrotto da numerosi falli e con gioco prettamente fisico, privo di slanci estetici e qualità di gioco. I leoni si sono sicuramente rivelati più insidiosi degli avversari, pur mancando la lucidità e la brillantezza necessarie per chiudere l'incontro.

L'importanza del risultato e la conquista del 5° posto hanno indotto l'11 di Raffaele a propendere per il rischio 0, con una gestione del match oculata ed intelligente, ( Raffaele passava prudentemente alla difesa a 4) che non ha concesso nulla agli ipponici, ma che obiettivamente non ha prodotto sfracelli in fase offensiva.Ora la parola è ai play-off , con il Rende, osso duro, che si presenterà al Viviani con il suo piglio decisamente combattivo e corsaiolo. Ma attenzione, i bianco-rossi dovranno vedersela con i rientanti Franca, Dettori ed altri elementi di spicco del team rosso-blù.

Per il Rende sarà un difficile confronto ed i tifosi, ricordando lo 0-0 dell'incontro casalingo di andata, attendono il momento del “Re..dde rationem” nei confronti del team calabrese.

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