Doveva essere la partita del riscatto, dopo il pareggio interno col Rieti, invece il Potenza se ne torna da Lentini con una solenne bastonatura. I ragazzi di Grieco impartiscono una sonora lezione ai rossoblu chiudendo, di fatto, la gara dopo nemmeno mezz’ora di gioco. Nessuna scusante questa volta, la sconfitta è più che meritata, così come il punteggio, nonostante i due rigori, di cui almeno uno dubbio, assegnati alla squadra di casa.

Raffaele schiera un 3-5-2 con Ioime tra i pali, Silvestri, Giosa ed Emerson in difesa; Panico e Coccia esterni, in mezzo al campo a manovrare D’Angelo e Dettori con Ricci guastatore. In avanti il duo França – Murano.

I siciliani rispondo con un 3-4-1-2 con gli scatenati Lia, Grillo, Catania e Scardina in grado di  penetrare nella difesa del Potenza ad ogni affondo, come una lama rovente nel burro.

Il Leonzio mostra subito come si sarebbe svolta la partita e già dai primi minuti le incursioni sulle fasce di Lia e Grillo, e i rapidi fraseggi a centrocampo, mettono in seria difficoltà i lenti panzer lucani.

Al 12° il preludio al gol, Catania, in piena area piccola, devia sul palo un lungo traversone dalla destra, lasciando intravedere una difesa rossoblu poco attenta e poco reattiva. Due minuti dopo, il gol del Leonzio. Ripartenza rapidissima dei bianconeri con cross da destra di Grillo e deviazione di testa dell’accorrente Scardina che anticipa tutti e insacca alle spalle di Ioime.

Passano appena 3 minuti e Lia se ne va sulla destra come un treno, superando un più lento Ricci a cui non resta che stendere l’ala bianconera in piena area di rigore, con conseguente penalty. Su dischetto va Catania che mette alle spalle di Ioime, nonostante la deviazione del portiere lucano. 2 a 0 al 19°.

Un Potenza completamente frastornato, come un pugile messo all’angolo, non ha nemmeno il tempo di capire quello che sta accadendo che si ritrova ancora a subire un gol. E’ appena il 22°, traversone dalla sinistra di Bariti e Scardina, come un falco, irrompe in area e con una deviazione volante di tacco anticipa un distratto Emerson e firma la rete che chiude definitivamente la gara.

L’unica reazione potentina si vede al 32° con la sponda di França per Ricci che calcia al volo in piena area di rigore, ma viene murato dalla difesa.

Nella ripresa Raffaele inserisce Coppola e Golfo per D’Angelo e Dettori, ma il risultato non cambia. Dopo appena cinque minuti Silvestri tocca in area uno scatenato Bariti che cade, forse accentuando l'intensità del contatto, fatto sta che l’arbitro assegna il secondo rigore di giornata ai padroni di casa. Questa volta è Grillo a mettere dentro dal dischetto, spiazzando Ioime con un tiro alla sinistra del portiere.

Il Potenza cambia ancora, Viteritti e Isgrò entrano per Coccia e Murano. Al 57° Golfo impegna Adamonis con un bel destro a giro da fuori aerea. Il Potenza ci prova ma senza troppa convinzione, e per la Sicula è facile controllare una squadra lenta, con poche idee ma confuse.

Al 70° Isgrò pennella dalla sinistra un bel cross per la testa di Emerson, che però colpisce debolmente a due passi dalla porta, e Adamonis para senza difficoltà.

L’unico squillo per il Potenza viene dai piedi di Golfo, il più reattivo dei suoi, con una bella rasoiata al volo da fuori area che supera Adamonis per il gol della bandiera, ma ormai si è giunti all’84°.

Ci sarebbe da segnalare in precedenza un rigore per fallo del portiere proprio su Golfo, ma l’arbitro non se la sente di rovinare la festa ai padroni di casa e lascia proseguire.

La partita finisce qui. Il Potenza oggi ha dimostrato di essere in calo di condizione fisica e mentale; lenta, prevedibile, senza entusiasmo e senza idee. Ci sarà molto da lavorare per ritrovare una condizione sufficiente per mantenere almeno la quinta posizione, perché adesso il Catanzaro è sempre più vicino, 9 punti nelle ultime tre gare, contro i 4 dei rossoblu.

Guardando il bicchiere mezzo pieno, c’è da dire che il pareggio tra Monopoli e Bari non fa perdere molto terreno ai lucani rispetto alle zone di vertice, ma ormai il margine per gli errori è finito. E' giunto il momento di dare lezioni e non di prenderle.

 

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