di Pasquale Scarano

Come a Verdun, quando i soldati francesi resistettero ai ripetuti assalti dei tedeschi, che avevano in dotazione carri armati, gas venefici e centinaia di mitragliatrici ed indomiti riuscirono ad arginare l'avanzata dei “crucchi “, così metaforicamente al Viviani, il confronto calcistico tra Potenza e Triestina, ha avuto il sapore di una lunga ed infinita battaglia.

Le forze in campo del nemico, come per i francesi, erano soverchianti, perchè avevano a disposizione bocche da fuoco micidiali in attacco, una regia delle manovre avveduta e razionale ed una condizione fisica nettamente migliore di quella degli assediati nelle postazioni. Il match, come la battaglia di Verdun, è stato duro, maschio, calcisticamente sanguinoso, con un agonismo ai limiti ed in conseguenza con ben 5 ammoniti per gli alabardati e 3 per i leoni. I muli, così son chiamati gli ospiti, si presentavano con il solito 4-3-3, decisamente offensivo, con Offredi in porta, Signorini e Lambrughi difensori centrali, Formiconi e Brivio terzini ma entrambi d'attacco, con grande spinta sulle fasce; quindi, in mezzo al campo il metodista Lodi ad orchestrare le grandi manovre, con gli interni Maracchi e Steffè quest'ultimo particolarmente vivace negli inserimenti sulla zona sinistra di competenza. In attacco, poi il centravanti Gomez tentava di finalizzare gli assist di Gatto e Sarno attaccanti esterni ma, quest'ultimo in realtà giostrava da trequartista creando non pochi problemi alla marcatura di Silvestri.I rossoblù ribattevano con un 3-4-3 ultra offensivo, sulla carta, perchè, alla prova dei fatti, sugli esterni Silvestri e Viteritti erano sospinti all'indietro da Sarno e Gatto e dalle sortite dei terzini Formiconi e Brivio. Il Potenza, dunque presentava Ioime in porta, più volte decisivo sulle sorti del match,Sales, Giosa ed Emerson, pacchetto difensivo arretrato, con Coppola e D'Angelo mezz'ali,con difficoltà d'impostazione per il pressing avversario e costrette soprattutto a rincorrere per tamponare le falle, come d'altronde gli esterni.

In attacco Murano cercava palloni giocabili sui lanci lunghi di Giosa ed Emerson, e non trovava un grande appoggio in Ricci ma soprattutto in uno spento Golfo. Eppure, la prima occasione capitava al Potenza al 5° di gioco, quando il portiere Ioime lanciava lungo per Murano, che bruciava Lambrughi sulla progressione, ma in velocità calciava addosso al portiere Offredi, pronto nell'uscita a chiudere il varco, sprecando un'opportunità incredibile.Nonostante le difficoltà viteritti a 4 polmoni, riusciva ad inserirsi più volte sull'out destro con pericolosi cross non raccolti da nessun attaccante.

Per vedere una valida opportunità per i Greghi, altro nick-name dei triestini, bisognava attendere il 17°, quando sarno faceva fuori Silvestri e tagliava un pallone per la testa di gomez, bravissimo ad angolare di testa, ma neutralizzato da una superba parata di Ioime. Successivamente, 2 minuti dopo Lodi ed il vecchio Emmy, da una parte e dall'altra, su punizione, sfioravano rispettivamente l'incrocio e la base del palo degli avversari.L'incontro, quindi prendeva la piega innanzi descritta, ed i leoni cercavano di non abbassare troppo il proprio baricentro sotto la spinta dei biancorossi, i quali con Sarno e Steffè, al 34°, costringevano Ioime ad una disperata uscita nell'area piccola.Continuava l'assalto degli alabardati ed i leoni avevano difficoltà ad azionare ripartenze efficaci; al 45°, però Ricci s'involava e veniva steso con conseguente punizione che serviva Silvestri, il quale di testa sfiorava l'incrocio dei pali. Terminava, in tal modo il 1° game sul risultato in bianco. Nella seconda frazione di gioco, Raffaele correva ai ripari, inserendo Coccia, un terzino, per una punta evanescente come Golfo, gli alabardati accentuavano il ritmo e già al 3° minuto per un fallo di Giosa su Gatto al limite dell'area, conserntiva allo specialista Lodi di calciare e di colpire in pieno la traversa, con Ioime battuto, graziato dalla dea bendata. Per vedere un'altra azione rilevante bisognava attendere il 17°, quando l'imprendibile Sarno crossava per l'accorrente Gatto murato da Coccia.

L'assedio degli alabardati continuava e Gautieri inseriva Procaccio, Menshà e Granoche, per giostrare con 4 attaccanti in zona tiro .Raffaele, quindi, gettava in campo Franca per Murano, infortunato, Dettori ed il giovane Volpe, rispettivamente per D'Angelo e Ricci, entrambi esausti, per contrastare l'assedio e la pressione dei giuliani. Ma nonostante questi correttivi continuava il monologo degli alabardati che schiacciavano nella propria area i leoni, pronti a difendersi con le unghie e con i denti. Da tanta pressione, infatti, al 37 del 2° game Procaccio, dagli esiti di una mischia, calciava a colpo sicuro, ma Ioime si superava deviando il pallone che si stampava sulla traversa.Entrava quindi Sepe,, al posto di uno sfiancato Viteritti per dare maggiore consistenza fisica.Ed in effetti il contenimento difensivo diveniva per i leoni meno affannato, tant'è quella di Procaccio era l'ultima occasione per i biancorossi in un match giocato col coltello tra i denti dalle due formazioni Ma il calcio è beffardo ed al 95° in piena zona Cesarini il giovane Volpe arpionava il pallone, servendo lungo Sepe, il quale s'involava, faceva fuori il difensore e pennellava un pallone per la testa di franca, inesorabile nell'infilare il portiere Offredi con un pallone lento ma preciso, per l'insperato successo dei leoni. Ed ora, ragazzi, si va a Reggio a misurarsi con la Reggiana, come voleva il presidente Caiata.

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