La corsa del Potenza verso la serie B si ferma a Reggio Emilia.Saranno i ragazzi di Alvini a giocare la semifiinale contro il Novara.

Il Potenza arriva al Mapei Stadium con la consapevolezza che quella con la Reggiana è una partita che può essere affrontata ad armi pari, anche in considerazione del fatto che i padroni di casa non giocano una gara da quattro mesi.

Raffaele schiera il suo classico 3-4-3 inserendo dal primo minuto Sepe e Dettori a centrocampo, al fianco di Coccia e Coppola, mentre França fa il suo esordio da titolare in questi play-off al centro dell’attacco, completato da Golfo e Ricci. In difesa gli inossidabili Emerson, Giosa e Sales, con Ioime tra i pali.

La Reggio Audace risponde con un 3-4-1-2 in cui brillano le giocate di un’incontenibile Kargbo sulla fascia destra, e le parate di un portiere particolarmente ispirato, Venturi.

Già al secondo minuto Emerson capisce che non avrà vita facile con le incursioni del giovanissimo attaccante della Sierra Leone, infatti, il numero 7 granata supera con una bella giocata di gambe il brasiliano, entra in area, e dal fondo fa partire un cross teso verso Serrotti, appostato nell’area piccola, Ioime riesce a intercettare il pallone che s’impenna e finisce sulla testa di Scappini che serve ancora Serrotti, il cui colpo di testa è parato ancora da ioime, probabilmente al di là della linea di porta, ma l’arbitro ferma tutto per fuorigioco.

Al 18°, è ancora Kargbo a servire in area Scappini la cui girata al volo è preda di Ioime. La partita è molto piacevole, intensa, con poche pause; l’arbitro, ha deciso di far giocare e fischia pochissimo sui contrasti, che spesso vedono calciatori lasciarsi cadere senza nemmeno troppa convinzione.

Al 20°, il Potenza mette in apprensione Venturi con un bello schema da calcio d’angolo. Il pallone, calciato sul primo palo da Emerson, viene prolungato sul secondo da Sales, dove si lancia França, ma la palla è troppo alta e il brasiliano non riesce ad arrivarci.

Al 23°, azione gol per i rossoblu. Ripartenza velocissima di Golfo, lanciato da Dettori, l’ala potentina arriva quasi al limite dell’area e, dopo aver superato due avversari, cede all’accorrente Ricci che di prima intenzione serve Coccia tutto solo in piena area, ma il suo tiro a botta sicura s’infrange su Venturi, che riesce a chiudere bene lo specchio della porta.

La partita rimane apertissima, i ragazzi di Alvini capiscono bene che non sarà così semplice liberarsi di questo Potenza.

Le incursioni sulle fasce sono sicuramente quelle che crano più pericoli: da una parte Golfo, dall’altra Kargbo, che al 37° sembra incontenibile sulla destra, supera come birilli Emerson e Giosa, ma il su cross è allontanato da Coccia.

L’ultima azione del primo tempo capita sui piedi di Scappini, che arpiona una palla vagante in area rossoblu, si girà, ma calcia al lato.

Nella ripresa Raffaele lascia negli spogliatoi Coppola, un po’ in affanno, al suo posto entra D’Angelo.

Dopo appena sei minuti la Reggiana va vicinissima al gol. Il solito Kargbo mette in mezzo un lungo pallone sul secondo palo, su cui si fionda Favalli che lo rimette a centro area piccola per Scappini, la cui deviazione viene miracolosamente intercettata da Sales sulla linea di porta. Il Potenza non si fa intimidire, un paio di minuti più tardi risponde con un bel colpo di testa di França che manda di poco fuori un calcio di punizione di Dettori.

Al 65° minuto la svolta. Golfo, scatenato sulla fascia sinistra, dà un buon pallone in area per França, contrastato da Spanò in maniera irregolare e l’arbitro assegna il calcio di rigore per i rossoblu. E’ lo stesso n. 9 lucano ad andare sul dischetto. Rincorsa delle sue, gambe larghe, tre passetti e poi il tiro… il resto è storia. Certi palloni devono pesare davvero tanto anche per calciatori esperti e di classe come Carlos.

Certi bocconi amari sono difficili da digerire, nei minuti successivi i rossoblu appaiono un po’ frastornati e stentano a reagire.

Raffaele prova a scuotere i suoi buttando nella mischia, prima Viteritti e Silvestri al posto di Coccia e Dettori, ma è la Reggiana all’82° ad essere pericolosa, anzi pericolosissima. Zamparo riceve, tutto solo in area, un perfetto traversone di Favalli; l’attaccante, entrato al posto di Scappini, ha tutto il tempo di controllare e battere a rete, praticamente a porta vuota, ma calcia incredibilmente fuori.

L’ultima occasione è per il Potenza con un gran tiro da fuori di Ricci, ma Venturi, anche questa volta, non si fa sorprendere.

Nemmeno l’ingresso di Murano e Longo, per Coccia e Dettori, cambia le cose, e l’assalto finale, che vede anche un generosissimo Ioime buttarsi nell’area avversaria per sfruttare l’ultimo corner, non ha esito.

La partita finisce dopo cinque minuti di recupero. Il Potenza chiude ancora una volta i play off senza sconfitte, proprio come l’anno scorso, e vede ancora una volta sfumare il sogno della promozione in B. Non resta che consolarsi sapendo che i lucani sono una squadra forte a cui manca qualcosa, forse un po’ di fortuna.

 

Lunedì 13 luglio il Potenza torna in campo per affrontare il secondo turno nazionale dei play-off. Questa volta, però, giocherà in trasferta, al Mapei Stadium di Reggio Emilia, dove affonterrà la Reggio Audace, squadra che raccoglie l'eredità della storica Reggiana, sciolta nel 2018 per problemi finanziari.

I lucani, dopo aver eliminato, non senza affanni, Catanzaro e Triestina, troveranno sulla loro strada un avversario altrettanto ostico, anzi di più. Seconda nel proprio girone, con 55 punti, alle spalle del Vicenza, la Reggio Audace non ha mai perso in casa in questa stagione; l'ultima sconfitta casalinga risale al 23 dcembre 2018, 2 a 1 contro l'Adrense, in serie D.

Questa volta la strategia di Raffaele non potrà essere quella attendista delle prime due partite, ma sarà costretto a proporre da subito un gioco più offensivo per poter continuare la sua corsa verso la serie B.

Contro la “Regia” il Potenza ha giocato cinque gare in trasferta, quattro in serie B e l’ultima in lega pro, nella sciagurata stagione 2009/10. Di queste cinque gare esterne soltanto una volta i rossoblu sono riusciti ad espugnare il campo granata. 1 a 0 nel campionato 66/67, gol di Piaceri al secondo minuto della ripresa.

E' il 26 febbraio 1967. I reggiani sono reduci da una bella vittoria esterna contro la capolista Sampdoria, 2 a 1 a Marassi, ma quella partita aveva lasciato “sul campo” diversi giocatori emiliani infortunati.

 

In un intervista sulla Gazzetta dello Sport, l’allenatore Bizzotto così parlava del Potenza e delle assenze: “Questo Potenza ha dalla sua una bella classifica (in quel momento era terzo, ndr.). Segno che è forte, solido.… i miei ragazzi sanno che dovremo far di tutto per vincere.

 

 

In campo, però, le cose vanno diversamente. Il centrocampo rossoblù neutralizza quello granata senza concedere più di tanto agli avanti emiliani.  Il primo tempo si chiude sullo 0 a 0, su un terreno di gioco reso pesante dalla pioggia. Al secondo minuto il arriva il gol del Potenza, ecco come lo racconta Guglielmo Fanticini dalle pagine della Gazzetta dello Sport: “…Carioli da circa 25 metri spara a rete. Ne esce un curioso diagonale che uscirebbe abbondantemente a lato se Rama non intervenisse senza trattenere. E’ uno scherzo per Piaceri infilare la rete incustodita senza difficoltà alcuna.”.

  

 

Ecco in sintesi le gare giocate a Reggio tra Reggiana e Potenza

Reggiana Potenza 64/65 Serie B 3 - 1
Reggiana Potenza 65/66 Serie B 2 - 0
Reggiana Potenza 66/67 Serie B 0 - 1
Reggiana Potenza 67/68 Serie B 1 - 0
Reggiana Potenza 2009/10 Lega Pro 2 - 1

 

 

di Pasquale Scarano

La chiave del match Potenza-Catanzaro è stata un certo Jacopo Murano, il quale, non solo ha dilaniato più volte la lenta e compassata difesa ospite con progressioni inarrestabili che tagliavano lo schieramento avversario, ma ha realizzato un goal incredibile, d'alta scuola calcistica, nato da un assist di tacco di Ricci, seguito da un controllo volante e da un sombrero rifilato al marcatore avversario, con susseguente beffardo pallonetto ai danni di un portiere, pescato fuori dai pali. “ Golazo” , direbbe Josè altafini, per un'azione di gioco ed un'esecuzione straordinarie, che hanno consentito ai lucani di staccare il biglietto per la fase nazionale dei play-off.

Ma andiamo ad esaminare l'evoluzione dell'incontro, che ha visto le aquile schierarsi con un offensivo 3-4-3, con Bleve tra i pali protetto dalla triade difensiva Celiento, Atanasov e Martinelli, Corapi e De Risio in zona di costruzione, sostenuti sugli outs da Statella e Contessa mentre, in attacco, Kanoutè, Di Piazza e Carlini, quest'ultimo piu trequartista che ala, cercavano valide soluzioni d'attacco.

I leoni utilizzavano lo stesso schema degli avversari, un altrettanto offensivo 3-4-3 rappresentato da Ioime a difesa della porta, coperto da quello che si rivelerà un insormontabile trio difensivo composto da Emerson, Silvestri e Sales, sostenuti dalle mezz'ali interdittrici Coppola e D'Angelo, appoggiati sugli esterni dagli inesauribili Coccia e Sepe, capaci di difendere e proporre in avanti. In zona d'attacco Murano, del quale abbiamo già detto, poteva contare sul sacrificio di Golfo e sugli assist di Ricci.

Descrivendo il film della partita, la prima azione d'attacco, al 2° era del Potenza, quando, un perfetto lancio del vecchio Emmy, pescava la testa di Silvestri, pronto ad impegnare Bleve con un preciso colpo di testa. Al 14°, quindi, Murano, lanciato in area,s'incuneava in area per la conclusione, impedita da un probabile intervento falloso di Celiento; rigore invocato, senza che l'arbitro Santoro di messina facesse una piega.Le aquile provavano a tessere gioco ed avevano un'alta percentuale di possesso-palla, ma non riuscivano a rendersi pericolose. I leoni, al contrario pressando alto, chiudevano tutti gli spazi e mordevano in contropiede, costringendo i calabresi a numerosi falli: alla fine 5 saranno gli ammoniti dei calabresi, contro 1 del potenza.Il pericolo giungeva in area lucana solo al 19°, quando Di Piazza, piuttosto in ombra quest'oggi, s'incuneava sull'esterno dell'area, ma veniva neutralizzato dai difensori rossoblù.

Due minuti dopo, al 21° il goal del “samurai “già descritto, al quale i giallorossi contrapponevano solo una conclusione inguardabile di Kanoutè al 22° ed un tiro dalla distanza di De Risio, respinto in angolo dalla difesa. Ma 7 minuti dopo, al 39°, con una fantastica azione corale, i rossoblù avevano l'opportunità di raddoppiare con Coccia, servito davanti al portiere dopo uno scambio D'Angelo-Murano, intercettato in extremis da un disperato intervento di martinelli. Mentre continuava il tran-tran senza sussulti dei calabresi, il potenza al 43° affondava un'altra volta con l'imprendibile Silvestri, pronto a servire Murano, il quale metteva in movimento l'accorrente D'Angelo, pronto a calciare, ma impreciso, sopra la traversa.Terminava, in tal modo il primo game con i leoni in vantaggio di un goal. Nel 2° le aquile cambiavano assetto giostrando con ben 4 attaccanti , 2 punte centrali Bianchimano e Di Livio neo-entrati e due attaccanti esterni Tulli, anch'egli subentrato a Statella, ed il solito Carlini.

Le aspettative, però, venivano deluse da un Potenza combattivo, che lottava su ogni pallone e che, con l'ingresso di Viteritti al posto dello stremato Ricci, prima si assestava con un 4-4-2 , con Viteritti esterno di centrocampo e Coccia terzino, quindi, sotto la spinta dei giallorossi, i rossoblù si attestavano anche su una linea difensiva a 5. Nonostante questo atteggiamento i leoni riuscivano spesso in contropiede a creare grattacapi alla difesa avversaria, spesso costretta al fallo.

L'unica vera opportunità per le aquile, giungeva alla ½ ora, quando Bianchimano, ben piazzato in area, calciava inopinatamente alle stelle.Assedio sterile dei giallorossi, dunque, fino al 5° minuto di recupero, quando Urso, entrato per sostituire Corapi, trovava la soluzione vincente per raggiungere il pareggio all'ultimo istante. Il match, quindi, terminava con i festeggiamenti sotto la curva ovest che non c'era, in attesa del prossimo confronto al Viviani, con la Triestina dello storico “ paron “ Nereo Rocco.

 

di Pasquale Scarano

Come a Verdun, quando i soldati francesi resistettero ai ripetuti assalti dei tedeschi, che avevano in dotazione carri armati, gas venefici e centinaia di mitragliatrici ed indomiti riuscirono ad arginare l'avanzata dei “crucchi “, così metaforicamente al Viviani, il confronto calcistico tra Potenza e Triestina, ha avuto il sapore di una lunga ed infinita battaglia.

Le forze in campo del nemico, come per i francesi, erano soverchianti, perchè avevano a disposizione bocche da fuoco micidiali in attacco, una regia delle manovre avveduta e razionale ed una condizione fisica nettamente migliore di quella degli assediati nelle postazioni. Il match, come la battaglia di Verdun, è stato duro, maschio, calcisticamente sanguinoso, con un agonismo ai limiti ed in conseguenza con ben 5 ammoniti per gli alabardati e 3 per i leoni. I muli, così son chiamati gli ospiti, si presentavano con il solito 4-3-3, decisamente offensivo, con Offredi in porta, Signorini e Lambrughi difensori centrali, Formiconi e Brivio terzini ma entrambi d'attacco, con grande spinta sulle fasce; quindi, in mezzo al campo il metodista Lodi ad orchestrare le grandi manovre, con gli interni Maracchi e Steffè quest'ultimo particolarmente vivace negli inserimenti sulla zona sinistra di competenza. In attacco, poi il centravanti Gomez tentava di finalizzare gli assist di Gatto e Sarno attaccanti esterni ma, quest'ultimo in realtà giostrava da trequartista creando non pochi problemi alla marcatura di Silvestri.I rossoblù ribattevano con un 3-4-3 ultra offensivo, sulla carta, perchè, alla prova dei fatti, sugli esterni Silvestri e Viteritti erano sospinti all'indietro da Sarno e Gatto e dalle sortite dei terzini Formiconi e Brivio. Il Potenza, dunque presentava Ioime in porta, più volte decisivo sulle sorti del match,Sales, Giosa ed Emerson, pacchetto difensivo arretrato, con Coppola e D'Angelo mezz'ali,con difficoltà d'impostazione per il pressing avversario e costrette soprattutto a rincorrere per tamponare le falle, come d'altronde gli esterni.

In attacco Murano cercava palloni giocabili sui lanci lunghi di Giosa ed Emerson, e non trovava un grande appoggio in Ricci ma soprattutto in uno spento Golfo. Eppure, la prima occasione capitava al Potenza al 5° di gioco, quando il portiere Ioime lanciava lungo per Murano, che bruciava Lambrughi sulla progressione, ma in velocità calciava addosso al portiere Offredi, pronto nell'uscita a chiudere il varco, sprecando un'opportunità incredibile.Nonostante le difficoltà viteritti a 4 polmoni, riusciva ad inserirsi più volte sull'out destro con pericolosi cross non raccolti da nessun attaccante.

Per vedere una valida opportunità per i Greghi, altro nick-name dei triestini, bisognava attendere il 17°, quando sarno faceva fuori Silvestri e tagliava un pallone per la testa di gomez, bravissimo ad angolare di testa, ma neutralizzato da una superba parata di Ioime. Successivamente, 2 minuti dopo Lodi ed il vecchio Emmy, da una parte e dall'altra, su punizione, sfioravano rispettivamente l'incrocio e la base del palo degli avversari.L'incontro, quindi prendeva la piega innanzi descritta, ed i leoni cercavano di non abbassare troppo il proprio baricentro sotto la spinta dei biancorossi, i quali con Sarno e Steffè, al 34°, costringevano Ioime ad una disperata uscita nell'area piccola.Continuava l'assalto degli alabardati ed i leoni avevano difficoltà ad azionare ripartenze efficaci; al 45°, però Ricci s'involava e veniva steso con conseguente punizione che serviva Silvestri, il quale di testa sfiorava l'incrocio dei pali. Terminava, in tal modo il 1° game sul risultato in bianco. Nella seconda frazione di gioco, Raffaele correva ai ripari, inserendo Coccia, un terzino, per una punta evanescente come Golfo, gli alabardati accentuavano il ritmo e già al 3° minuto per un fallo di Giosa su Gatto al limite dell'area, conserntiva allo specialista Lodi di calciare e di colpire in pieno la traversa, con Ioime battuto, graziato dalla dea bendata. Per vedere un'altra azione rilevante bisognava attendere il 17°, quando l'imprendibile Sarno crossava per l'accorrente Gatto murato da Coccia.

L'assedio degli alabardati continuava e Gautieri inseriva Procaccio, Menshà e Granoche, per giostrare con 4 attaccanti in zona tiro .Raffaele, quindi, gettava in campo Franca per Murano, infortunato, Dettori ed il giovane Volpe, rispettivamente per D'Angelo e Ricci, entrambi esausti, per contrastare l'assedio e la pressione dei giuliani. Ma nonostante questi correttivi continuava il monologo degli alabardati che schiacciavano nella propria area i leoni, pronti a difendersi con le unghie e con i denti. Da tanta pressione, infatti, al 37 del 2° game Procaccio, dagli esiti di una mischia, calciava a colpo sicuro, ma Ioime si superava deviando il pallone che si stampava sulla traversa.Entrava quindi Sepe,, al posto di uno sfiancato Viteritti per dare maggiore consistenza fisica.Ed in effetti il contenimento difensivo diveniva per i leoni meno affannato, tant'è quella di Procaccio era l'ultima occasione per i biancorossi in un match giocato col coltello tra i denti dalle due formazioni Ma il calcio è beffardo ed al 95° in piena zona Cesarini il giovane Volpe arpionava il pallone, servendo lungo Sepe, il quale s'involava, faceva fuori il difensore e pennellava un pallone per la testa di franca, inesorabile nell'infilare il portiere Offredi con un pallone lento ma preciso, per l'insperato successo dei leoni. Ed ora, ragazzi, si va a Reggio a misurarsi con la Reggiana, come voleva il presidente Caiata.

Il campionato di calcio si ferma. Di fronte a un’emergenza così grave non ha senso continuare uno spettacolo a cui nessuno può assitere e dove non esiste nessuna norma di sicurezza per evitare contagi tra i calciatori. Chiuse dunque le porte degli stadi e chiuse anche le porte di Cavese e Potenza. Uno zero a zero che però non ha annoiato. Due pali, belle parate, gioco vivace, per una bella partita a cui è mancato solo il tifo e il gol.

Il Potenza arriva al "Menti" forte delle tre vittorie consecutive e della sconfitta del Monopoli, che rende la gara con la Cavese ancora più “appetitosa”. Gli aquilotti, dal canto loro, sono consapevoli che "in casa" sono capaci di giocarsela con tutti, Reggina e Bari ne sono la prova.

Infatti nemmeno il tempo di posizionarsi bene in campo che Russotto avanza palla al piede e dai venti metri lascia partire un gran tiro che si stampa sul palo alla destra di Ioime. Sono passati appena due minuti. Dopo il pericolo scampato, i rossoblu prendono meglio distanze e posizionamenti, la presenza di Sepe dà maggiore compattezza alla triade difensiva composta da Sales, Giosa ed Emerson. In avanti ritorna Murano, punta centrale, con Golfo e Ricci pronti a offendere, mentre in regia un ispirato Dettori detta tempi e dà ordine a un centrocampo completato da Coppola e Coccia.

I campani rispondono con un attacco leggero e veloce, pronto a pungere con Sainz-Maza, Russotto e Di Roberto.

Il primo tempo offre poche occasioni, le squadre sono impegnate a controllarsi a vicenda, e per lunghi tratti ogni iniziativa viene stroncata sul nascere da difese accorte e pressing a tuttocampo.

Si deve aspettare fino al 35° per vedere un’azione davvero pericolosa. Su angolo di Dettori la difesa respinge sui piedi di Ricci, appostato fuori area, che calcia al volo impegnando il giovane D’andrea, che si ripete anche sulla ribattuta di Golfo prima e Sepe poi.

Nella ripresa, la Cavese ha un nuovo avvio fulminante. Ripartenza velocissima sulla fascia destra con scambio Di Roberto-Russotto, quest'ultimo lancia Sainz-Maza tutto solo davanti a Ioime, l’attaccante supera anche il portiere rossoblu e calcia a botta sicura dal vertice sinistro dell’area piccola, ma è clamorosamente palo.

Il Potenza, miracolato ancora una volta, torna a riordinare le idee e a giocare da squadra di vertice. Al 54°, pennellata di Dettori per il bellissimo stacco di testa di Murano a cui si oppone, con un bel volo plastico, D’Andrea.

Il secondo tempo è decisamente più interessante, anche se le due squadre continuano a controllarsi bene, mantenendo alto il pressing e rendendo sempre difficile la vita ai portatori di palla.

Al 75° Raffaele sostituisce il duo d’attacco Murano-Golfo con França-Ferri Marini. Ed è proprio dai piedi di quest’ultimo che arriva l’assist d’oro per Ricci. In piena area di rigore, l’ex Matera controlla e lascia partire un gran destro, proprio dal dischetto, che sembra destinato in gol, ma D’Andrea ancora una volta compie un miracolo riuscendo, d’istinto, a deviare in angolo.

Al 90° altra azione gol per il Potenza, Ricci controlla una palla vagante e con un gioco di prestigio salta un difensore e la offre a D’Angelo, involatosi in area, il centrocampista rossoblu, però, non inquadra la porta da posizione favorevolissima.

E’ l’ultima occasione per il Potenza che non riesce nel sorpasso al Monopoli, ma che torna a casa con il quinto risultato utile consecutivo.

Ora tutto si ferma, si chiudono le porte, c’è un’altra partita da giocare e si vince “giocando in casa”.

 

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