di Pasquale Scarano

Nell’incontro del Viviani contro la Casertana, al Potenza è mancato solo il colpo del K.O., che avrebbe meritatamente steso i campani, i quali hanno approfittato di una paperissima del giovane portiere Brescia, classe 2002, per raggiungere il risultato di parità.

Il Potenza, opposto alla Casertana, non riesce ad andare oltre il pareggio, definito insidioso, scivoloso, avulso dalle classiche dinamiche calcistiche, o come si appella in gergo futbolistico potentino “ a zumpariedd “, con il pallone lento e beffardo nella porta di Brescia, che ha sancito il “no contest “ dell’incontro. Un 2-2, che aldilà dello spettacolo offerto dalle due contendenti, sempre interessante ed emozionante, va decisamente stretto ai lucani, i quali hanno collezionato innumerevoli palle-goal, delle quali solo 2 sono state realizzate. Ma, d’altro canto, i campani, pur subendo il gioco e la pressione degli avversari, non hanno mai mollato la presa, cercando, con veloci capovolgimenti di fronte, di minacciare la porta dei potentini e trovando la forza di riequilibrare, per ben 2 volte, anche se fortunosamente, le sorti del “singolar tenzone”.

I falchetti, pur partendo con un modulo decisamente offensivo, il 4-3-3, erano costretti dalla spinte dei leoni, ad accorciare per chiudere gli spazi, chiedendo agli esterni offensivi Cavallini e Cuppone di tamponare le iniziative dei 4 del texas, Coccia e Viteritti sull’ out destro e Panico Volpe sul lato opposto, che imperversavano con percussioni e cross decisamente insidiosi. Dall’esame dello schieramento di mister Guidi, i rossoblù casertani si presentavano con Bekic in porta, Carillo e Ciriello difensori centrali, Hadziosmanovic e Valeau terzini; in mezzo al campo giostravano Bordin, Izzillo e Varesanovic, i quali, a fasi alterne, cercavano d’imbastire manovre interessanti per servire le punte Cavallini, Cuppone, ed il diabolico marpione Castaldo.

I rossoblù di casa, invece, adottavano il solito 4-2-3-1, nel quale Brescia era a difesa dei pali, protetto dai centrali Conson e Boldor, che però, insieme agli altri saltatori in fase difensiva, non sono riusciti a chiudere in occasione del 1° pareggio di Carillo; quindi, terzini di fascia Coccia e Panico, dei quali abbiamo già detto, mentre in mezzo al campo i 2 mediani instancabili Sandri e Iuliano, continui e performanti soprattutto nel 1° game, un po’ disordinati nel 2°, presi dall’ansia del goal vittoria. Sulla ¾ da destra a sinistra imperversavano Viteritti, autore del 2° goal, Ricci centrale d’attacco alla ricerca d’imbucate pericolose in area avversaria, e Volpe , tutto a mancina, che, con dribbling ed accelerazioni, mandava spesso in crisi Hadziosmanovic, il quale s’arrangiava come poteva.Infine Salvemini, punta centrale, sempre prezioso nel far salire la squadra, ma che è riuscito, anche questa volta a timbrare il cartellino.

Nel 1° game, sin dai primi minuti, i leoni tentavano di azzannare i falchetti con Volpe, il quale entrava in area e menava un fendente che Bekic che riusciva acrobaticamente a respingere; i reali reagivano con Cuppone, lanciato da Bordin e chiuso tempestivamente da un reattivo Conson. Al 7° ancora Volpe salutava tutti e veniva steso da un Hadziosmanovic in crisi, poi sostituito nel corso del match ed ammonito in tale circostanza.Due minuti dopo, ancora Potenza: un lancio di Sandri pescava Panico in proiezione il cui cross metteva in condizione Volpe di calciare verso la porta, ma il muro avversario respingendo, metteva Ricci nelle condizioni di battere a rete, neutralizzato da un attento intervento di Bekic. All’11 i leoni insistevano con un lancio di Boldor, preciso nei lunghi per gli attaccanti, che innescava Viteritti il quale serviva Volpe che andava all’esecuzione ribattuta, come anche la successiva di Iuliano. I rossoblù, in tal guisa, contabilizzavano 3 occasioni in 12 minuti. Solo al 15° i falchetti reagivano su palla inattiva, quando un corner di Cavallini consentiva a Castaldo di colpire il bersaglio, operazione sventata da una paratona del ragazzini Brescia. Il Potenza insisteva sulle fasce laterali ed al 28° un lancio di Sandri, ancora lui, mandava Volpe al cross per la conclusione di Ricci, respinto da Rebic alla meglio e scaraventato in rete dall’accorrente Salvemini. 1-0 quindi per i rossoblu, risultato decisamente meritato. Ma 4 minuti dopo, da una splendida punizione tagliata in area da Bordin, il colpo di testa d’incontro di Carrillo sul 2° palo a portiere battuto, sfondava la rete del Potenza e consentiva alla Casertana di raggiungere il pareggio.

Per evitare goal su palla inattiva sarebbe occorsa maggiore attenzione difensiva da parte del Potenza. I leoni accusavano il colpo, e prima Cavallin e poi Cuppone, nel giro di 3 minuti s’affacciavano in area, calciando ignominiosamente.Ma i rossoblù di casa non si arrendevano ed al 42° Volpe rubava palla a centrocampo e s’involava verso l’area, crossando dalla parte opposta per l’accorrente Viteritti; dribbling a rientrare su Valeau, tiro sul 1° palo, Bekic ha sbagliato posizione, e palla in rete per il 2-1 del Potenza.

Terminava, così, il 1° game, mentre nel secondo, nonostante il vantaggio, il Potenza insisteva in fase d’attacco sull’asse di sinistra Panico-Volpe e da una respinta su una punizione battuta da Sandri, Viteritti, al volo sfiorava la traversa.Al 7° ancora Volpe, dal limite, induceva Bekic ad un difficile intervento; sul rovescio della medaglia da un cross di Cuppone, Sandri era costretto a chiudere alla disperata su Cavallini. Era un fosco avvertimento, tantè che al 21°, sempre del 2° game, Cuppone, da oltre 30 metri calcicchiava un tiraccio al quale nessuno avrebbe dato importanza, ma che Brescia scivolosamente si faceva sfuggire in rete, per il pareggio degli avversari. 2-2, quindi e reazione rabbiosa del Potenza che, con i nuovi inserimenti di Di Livio, per uno stanco Volpe, Cianci per Salvemini e Baclet per Ricci, attaccava a testa bassa, senza , però, riuscire a trovare la strada del goal.

Da sottolineare il fatto che mister Guidi, teorico del 4-3-3, con l’inserimento di Santoro, un centrocampista, per Cavallini, optava per un ermetico 4-4-2, cambiando anche i centrali del pacchetto arretrato Buschiazzo e Konatè, riuscendo in tal modo a contrastre le manovre dei leoni, i quali proveranno ad attaccare inutilmente fino al fischio finale. In ultima analisi si può esprimere positività sulla prestazione leoni, che hanno dominato pur non riuscendo a centrare l’obiettivo della vittoria, ma con la consapevolezza che i margini di crescita della formazione di mister Somma sono ancora indefiniti.

 

 

di Pasquale Scarano

Sconfitta per il Potenza, nell’esordio stagionale in coppa Italia, contro la Triestina che ha colpito a rete per ben due volte i leoni, i quali, però, hanno ben figurato al cospetto di una delle candidate alla vittoria finale, nel girone B della serie C.

Successo della Triestina di mister Gautieri, che ha violato il Viviani con un secco punteggio all’inglese, come si diceva una volta. Un match che ha messo a confronto due squadre  agli antipodi: i giuliani con elementi d’altro profilo, vedi, ad esempio, la mezz’ala Lodi e l’attaccante Granoche, gente che  nel curriculum presenta diverse esperienze in serie A e B, sono candidati a lottare per il primato nel loro girone di serie C; dall’altro lato una formazione, quella di mister Somma, rifatta per 8 undicesimi, imbottita di under, e al suo primo incontro ufficiale, ancore in fase di costruzione. Insomma, la sconfitta ci può stare, tenuto conto della qualità e del maggior minutaggio degli avversari, che  hanno mantenuto l’ossatura della precedente stagione, oltretutto migliorando il proprio organico.

Per quanto riguarda l’aspetto tattico l’Unione approcciava la contesa con il solito modulo Gauteriano, il 4-3-3, decisamente offensivo,  finalizzato al pressing degli avversari, puntando a mantenere  il controllo del pallone; schierava, quindi, Offredi tra i pali, protetto dal quartetto difensivo formato da Ligi e Lambrughi centrali, e Rapisarda e Brivio sulle fasce, pronti anche ad appoggiare il gioco. In mezzo al campo, Lodi giostrava da metodista dettando i tempi della manovra, con Rizzo e Maracchi interni, i quali non disdegnavano le imbucate. In attacco i Grechi presentavano Granoche punta centrale e sulle ali il folletto Sarno e il funanbolico Di Massimo.

I rossoblù rispondevano con Santopadre classe 98 in porta con l’esperto Conson e il giovanissimo Spedalieri classe 2002, Zampa e Panico, del 99, sugli outs, Coppola e Iuliano due mediani, votati, il primo all’interdizione e il secondo alla costruzione del gioco, quindi un terzetto composto da Coccia e Volpe in qualità di esterni di centrocampo e Ricci trequartista, in appoggio a Salvemini nel ruolo di centravanti. Nel 1° game, nei primi minuti di gioco, i leoni cercavano di sorprendere i “Muli”, quando Salvemini, tra il 5° e l’11° minuto, veniva fermato in area, prima da Offredi e poi in extremis dalla difesa avversaria. Padroni di casa vivaci, dunque, ma, nello stesso minuto, uno scambio Granoche-Sarno costringeva Santopadre all’uscita.

Al 16° Zampa, su calcio da fermo non riusciva a incornare sul 2° palo da buona posizione, ma subito dopo lo stesso difensore riusciva a sbrogliare una difficile situazione difensiva. Quattro minuti dopo, al 20°, dopo aver un po’ sonnecchiato, i giuliani avevano un sussulto improvviso con Rizzo, che in proiezione serviva Granoche, la botta del quale, respinta dal portiere con un grande intervento, finiva sui piedi di Maracchi, che, d’esterno metteva in rete per il vantaggio degli ospiti.

Al 24° i rossoblù facevano un tentativo ancora con Salvemini, prezioso per far salire la squadra, il quale, al 28°, imbeccava Volpe pronto a un tiro-cross di una certa pericolosità; ma il giovane attaccante, da un incursione di Ricci, non riusciva a sfruttare adeguatamente l’opportunità. Un minuto dopo, con il Potenza in attacco, una veloce ripartenza fulminava il team dei leoni, protesi alla ricerca del pareggio; un rilancio della difesa alabardata consentiva a Di Massimo di effettuare un’accelerazione impressionante, bruciando in dribbling 3 avversari con un tiro beffardo sul 2° palo. I lucani provavano a scuotersi, ma solo al 34° il solito Salvemini colpiva in pieno il palo alla sinistra di Offredi.

La Triestina, ormai sul doppio vantaggio, mirava a controllare il gioco, ma, il Potenza aveva qualche improvvisa  impennata, come al 44° con Zampa che calciava addosso al portiere a pochi metri dalla porta, senza riuscire a concretizzare, così come il tiro di Ricci allo scadere. Doppio passivo, quindi per i rossoblù, che, nel 2° game subivano il ball-control dei biancorossi, i quali, all’11°, con un lancio di Sarno mettevano in moto Di Massimo che consentiva a Maracchi di sciupare con un tiro, troppo a giro, una buona occasione. Mario Somma, quindi, ringiovaniva ulteriormante la squadra inserendo Compagnon e Nigro, due millennium, i quali, insieme a Di Livio, i primi sull’out di destra, il secondo su quello opposto, anche se non riuscivano a colpire il bersaglio, davano problemi agli alabardati, costringendoli a un gioco fisico ed ostruzionistico. Successivamente, senza effetti speciali, al 38° il navigato Baclet rilevava uno stanco Salvemini, e su un perfetto assist di Compagnon, lesto a rubar palla su pressing, incrociava una pericolosissima conlusione in area, sul palo opposto a quello di Offredi.

Forse i leoni avrebbero meritato il goal della bandiera, ma il match terminava con il successo dei giuliani, tra gli applausi del pubblico rivolti ai leoni sconfitti ma non maramaldeggiati

Lunedì 13 luglio il Potenza torna in campo per affrontare il secondo turno nazionale dei play-off. Questa volta, però, giocherà in trasferta, al Mapei Stadium di Reggio Emilia, dove affonterrà la Reggio Audace, squadra che raccoglie l'eredità della storica Reggiana, sciolta nel 2018 per problemi finanziari.

I lucani, dopo aver eliminato, non senza affanni, Catanzaro e Triestina, troveranno sulla loro strada un avversario altrettanto ostico, anzi di più. Seconda nel proprio girone, con 55 punti, alle spalle del Vicenza, la Reggio Audace non ha mai perso in casa in questa stagione; l'ultima sconfitta casalinga risale al 23 dcembre 2018, 2 a 1 contro l'Adrense, in serie D.

Questa volta la strategia di Raffaele non potrà essere quella attendista delle prime due partite, ma sarà costretto a proporre da subito un gioco più offensivo per poter continuare la sua corsa verso la serie B.

Contro la “Regia” il Potenza ha giocato cinque gare in trasferta, quattro in serie B e l’ultima in lega pro, nella sciagurata stagione 2009/10. Di queste cinque gare esterne soltanto una volta i rossoblu sono riusciti ad espugnare il campo granata. 1 a 0 nel campionato 66/67, gol di Piaceri al secondo minuto della ripresa.

E' il 26 febbraio 1967. I reggiani sono reduci da una bella vittoria esterna contro la capolista Sampdoria, 2 a 1 a Marassi, ma quella partita aveva lasciato “sul campo” diversi giocatori emiliani infortunati.

 

In un intervista sulla Gazzetta dello Sport, l’allenatore Bizzotto così parlava del Potenza e delle assenze: “Questo Potenza ha dalla sua una bella classifica (in quel momento era terzo, ndr.). Segno che è forte, solido.… i miei ragazzi sanno che dovremo far di tutto per vincere.

 

 

In campo, però, le cose vanno diversamente. Il centrocampo rossoblù neutralizza quello granata senza concedere più di tanto agli avanti emiliani.  Il primo tempo si chiude sullo 0 a 0, su un terreno di gioco reso pesante dalla pioggia. Al secondo minuto il arriva il gol del Potenza, ecco come lo racconta Guglielmo Fanticini dalle pagine della Gazzetta dello Sport: “…Carioli da circa 25 metri spara a rete. Ne esce un curioso diagonale che uscirebbe abbondantemente a lato se Rama non intervenisse senza trattenere. E’ uno scherzo per Piaceri infilare la rete incustodita senza difficoltà alcuna.”.

  

 

Ecco in sintesi le gare giocate a Reggio tra Reggiana e Potenza

Reggiana Potenza 64/65 Serie B 3 - 1
Reggiana Potenza 65/66 Serie B 2 - 0
Reggiana Potenza 66/67 Serie B 0 - 1
Reggiana Potenza 67/68 Serie B 1 - 0
Reggiana Potenza 2009/10 Lega Pro 2 - 1

 

 

La corsa del Potenza verso la serie B si ferma a Reggio Emilia.Saranno i ragazzi di Alvini a giocare la semifiinale contro il Novara.

Il Potenza arriva al Mapei Stadium con la consapevolezza che quella con la Reggiana è una partita che può essere affrontata ad armi pari, anche in considerazione del fatto che i padroni di casa non giocano una gara da quattro mesi.

Raffaele schiera il suo classico 3-4-3 inserendo dal primo minuto Sepe e Dettori a centrocampo, al fianco di Coccia e Coppola, mentre França fa il suo esordio da titolare in questi play-off al centro dell’attacco, completato da Golfo e Ricci. In difesa gli inossidabili Emerson, Giosa e Sales, con Ioime tra i pali.

La Reggio Audace risponde con un 3-4-1-2 in cui brillano le giocate di un’incontenibile Kargbo sulla fascia destra, e le parate di un portiere particolarmente ispirato, Venturi.

Già al secondo minuto Emerson capisce che non avrà vita facile con le incursioni del giovanissimo attaccante della Sierra Leone, infatti, il numero 7 granata supera con una bella giocata di gambe il brasiliano, entra in area, e dal fondo fa partire un cross teso verso Serrotti, appostato nell’area piccola, Ioime riesce a intercettare il pallone che s’impenna e finisce sulla testa di Scappini che serve ancora Serrotti, il cui colpo di testa è parato ancora da ioime, probabilmente al di là della linea di porta, ma l’arbitro ferma tutto per fuorigioco.

Al 18°, è ancora Kargbo a servire in area Scappini la cui girata al volo è preda di Ioime. La partita è molto piacevole, intensa, con poche pause; l’arbitro, ha deciso di far giocare e fischia pochissimo sui contrasti, che spesso vedono calciatori lasciarsi cadere senza nemmeno troppa convinzione.

Al 20°, il Potenza mette in apprensione Venturi con un bello schema da calcio d’angolo. Il pallone, calciato sul primo palo da Emerson, viene prolungato sul secondo da Sales, dove si lancia França, ma la palla è troppo alta e il brasiliano non riesce ad arrivarci.

Al 23°, azione gol per i rossoblu. Ripartenza velocissima di Golfo, lanciato da Dettori, l’ala potentina arriva quasi al limite dell’area e, dopo aver superato due avversari, cede all’accorrente Ricci che di prima intenzione serve Coccia tutto solo in piena area, ma il suo tiro a botta sicura s’infrange su Venturi, che riesce a chiudere bene lo specchio della porta.

La partita rimane apertissima, i ragazzi di Alvini capiscono bene che non sarà così semplice liberarsi di questo Potenza.

Le incursioni sulle fasce sono sicuramente quelle che crano più pericoli: da una parte Golfo, dall’altra Kargbo, che al 37° sembra incontenibile sulla destra, supera come birilli Emerson e Giosa, ma il su cross è allontanato da Coccia.

L’ultima azione del primo tempo capita sui piedi di Scappini, che arpiona una palla vagante in area rossoblu, si girà, ma calcia al lato.

Nella ripresa Raffaele lascia negli spogliatoi Coppola, un po’ in affanno, al suo posto entra D’Angelo.

Dopo appena sei minuti la Reggiana va vicinissima al gol. Il solito Kargbo mette in mezzo un lungo pallone sul secondo palo, su cui si fionda Favalli che lo rimette a centro area piccola per Scappini, la cui deviazione viene miracolosamente intercettata da Sales sulla linea di porta. Il Potenza non si fa intimidire, un paio di minuti più tardi risponde con un bel colpo di testa di França che manda di poco fuori un calcio di punizione di Dettori.

Al 65° minuto la svolta. Golfo, scatenato sulla fascia sinistra, dà un buon pallone in area per França, contrastato da Spanò in maniera irregolare e l’arbitro assegna il calcio di rigore per i rossoblu. E’ lo stesso n. 9 lucano ad andare sul dischetto. Rincorsa delle sue, gambe larghe, tre passetti e poi il tiro… il resto è storia. Certi palloni devono pesare davvero tanto anche per calciatori esperti e di classe come Carlos.

Certi bocconi amari sono difficili da digerire, nei minuti successivi i rossoblu appaiono un po’ frastornati e stentano a reagire.

Raffaele prova a scuotere i suoi buttando nella mischia, prima Viteritti e Silvestri al posto di Coccia e Dettori, ma è la Reggiana all’82° ad essere pericolosa, anzi pericolosissima. Zamparo riceve, tutto solo in area, un perfetto traversone di Favalli; l’attaccante, entrato al posto di Scappini, ha tutto il tempo di controllare e battere a rete, praticamente a porta vuota, ma calcia incredibilmente fuori.

L’ultima occasione è per il Potenza con un gran tiro da fuori di Ricci, ma Venturi, anche questa volta, non si fa sorprendere.

Nemmeno l’ingresso di Murano e Longo, per Coccia e Dettori, cambia le cose, e l’assalto finale, che vede anche un generosissimo Ioime buttarsi nell’area avversaria per sfruttare l’ultimo corner, non ha esito.

La partita finisce dopo cinque minuti di recupero. Il Potenza chiude ancora una volta i play off senza sconfitte, proprio come l’anno scorso, e vede ancora una volta sfumare il sogno della promozione in B. Non resta che consolarsi sapendo che i lucani sono una squadra forte a cui manca qualcosa, forse un po’ di fortuna.

 

di Pasquale Scarano

Come a Verdun, quando i soldati francesi resistettero ai ripetuti assalti dei tedeschi, che avevano in dotazione carri armati, gas venefici e centinaia di mitragliatrici ed indomiti riuscirono ad arginare l'avanzata dei “crucchi “, così metaforicamente al Viviani, il confronto calcistico tra Potenza e Triestina, ha avuto il sapore di una lunga ed infinita battaglia.

Le forze in campo del nemico, come per i francesi, erano soverchianti, perchè avevano a disposizione bocche da fuoco micidiali in attacco, una regia delle manovre avveduta e razionale ed una condizione fisica nettamente migliore di quella degli assediati nelle postazioni. Il match, come la battaglia di Verdun, è stato duro, maschio, calcisticamente sanguinoso, con un agonismo ai limiti ed in conseguenza con ben 5 ammoniti per gli alabardati e 3 per i leoni. I muli, così son chiamati gli ospiti, si presentavano con il solito 4-3-3, decisamente offensivo, con Offredi in porta, Signorini e Lambrughi difensori centrali, Formiconi e Brivio terzini ma entrambi d'attacco, con grande spinta sulle fasce; quindi, in mezzo al campo il metodista Lodi ad orchestrare le grandi manovre, con gli interni Maracchi e Steffè quest'ultimo particolarmente vivace negli inserimenti sulla zona sinistra di competenza. In attacco, poi il centravanti Gomez tentava di finalizzare gli assist di Gatto e Sarno attaccanti esterni ma, quest'ultimo in realtà giostrava da trequartista creando non pochi problemi alla marcatura di Silvestri.I rossoblù ribattevano con un 3-4-3 ultra offensivo, sulla carta, perchè, alla prova dei fatti, sugli esterni Silvestri e Viteritti erano sospinti all'indietro da Sarno e Gatto e dalle sortite dei terzini Formiconi e Brivio. Il Potenza, dunque presentava Ioime in porta, più volte decisivo sulle sorti del match,Sales, Giosa ed Emerson, pacchetto difensivo arretrato, con Coppola e D'Angelo mezz'ali,con difficoltà d'impostazione per il pressing avversario e costrette soprattutto a rincorrere per tamponare le falle, come d'altronde gli esterni.

In attacco Murano cercava palloni giocabili sui lanci lunghi di Giosa ed Emerson, e non trovava un grande appoggio in Ricci ma soprattutto in uno spento Golfo. Eppure, la prima occasione capitava al Potenza al 5° di gioco, quando il portiere Ioime lanciava lungo per Murano, che bruciava Lambrughi sulla progressione, ma in velocità calciava addosso al portiere Offredi, pronto nell'uscita a chiudere il varco, sprecando un'opportunità incredibile.Nonostante le difficoltà viteritti a 4 polmoni, riusciva ad inserirsi più volte sull'out destro con pericolosi cross non raccolti da nessun attaccante.

Per vedere una valida opportunità per i Greghi, altro nick-name dei triestini, bisognava attendere il 17°, quando sarno faceva fuori Silvestri e tagliava un pallone per la testa di gomez, bravissimo ad angolare di testa, ma neutralizzato da una superba parata di Ioime. Successivamente, 2 minuti dopo Lodi ed il vecchio Emmy, da una parte e dall'altra, su punizione, sfioravano rispettivamente l'incrocio e la base del palo degli avversari.L'incontro, quindi prendeva la piega innanzi descritta, ed i leoni cercavano di non abbassare troppo il proprio baricentro sotto la spinta dei biancorossi, i quali con Sarno e Steffè, al 34°, costringevano Ioime ad una disperata uscita nell'area piccola.Continuava l'assalto degli alabardati ed i leoni avevano difficoltà ad azionare ripartenze efficaci; al 45°, però Ricci s'involava e veniva steso con conseguente punizione che serviva Silvestri, il quale di testa sfiorava l'incrocio dei pali. Terminava, in tal modo il 1° game sul risultato in bianco. Nella seconda frazione di gioco, Raffaele correva ai ripari, inserendo Coccia, un terzino, per una punta evanescente come Golfo, gli alabardati accentuavano il ritmo e già al 3° minuto per un fallo di Giosa su Gatto al limite dell'area, conserntiva allo specialista Lodi di calciare e di colpire in pieno la traversa, con Ioime battuto, graziato dalla dea bendata. Per vedere un'altra azione rilevante bisognava attendere il 17°, quando l'imprendibile Sarno crossava per l'accorrente Gatto murato da Coccia.

L'assedio degli alabardati continuava e Gautieri inseriva Procaccio, Menshà e Granoche, per giostrare con 4 attaccanti in zona tiro .Raffaele, quindi, gettava in campo Franca per Murano, infortunato, Dettori ed il giovane Volpe, rispettivamente per D'Angelo e Ricci, entrambi esausti, per contrastare l'assedio e la pressione dei giuliani. Ma nonostante questi correttivi continuava il monologo degli alabardati che schiacciavano nella propria area i leoni, pronti a difendersi con le unghie e con i denti. Da tanta pressione, infatti, al 37 del 2° game Procaccio, dagli esiti di una mischia, calciava a colpo sicuro, ma Ioime si superava deviando il pallone che si stampava sulla traversa.Entrava quindi Sepe,, al posto di uno sfiancato Viteritti per dare maggiore consistenza fisica.Ed in effetti il contenimento difensivo diveniva per i leoni meno affannato, tant'è quella di Procaccio era l'ultima occasione per i biancorossi in un match giocato col coltello tra i denti dalle due formazioni Ma il calcio è beffardo ed al 95° in piena zona Cesarini il giovane Volpe arpionava il pallone, servendo lungo Sepe, il quale s'involava, faceva fuori il difensore e pennellava un pallone per la testa di franca, inesorabile nell'infilare il portiere Offredi con un pallone lento ma preciso, per l'insperato successo dei leoni. Ed ora, ragazzi, si va a Reggio a misurarsi con la Reggiana, come voleva il presidente Caiata.

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